La mindfulness è la modalità, intenzionale e non giudicante, di essere attenti – con la testa e con il cuore – al dispiegarsi dell’esperienza. Il presente è l’unico momento che abbiamo per cambiare il futuro. Non è una religione, non è una fede, non è uno svuotare la mente, non è neppure un essere assorbiti totalmente in un’unica attività da dimenticare il resto del mondo intorno a noi.

Il concetto ha radici lontane, reso attuale nella sua definizione come un costrutto psicologico composto da più elementi:

  • la focalizzazione, ovvero l’attenzione orientata a un particolare oggetto (un albero, un panorama, un monumento, oppure un particolare odore, gusto o suono) o azione (fare la doccia, mangiare, caminare);
  • la concentrazione sul momento presente, sul qui e ora, senza spostamenti sul passato o fughe verso il futuro;
  • il non giudizio, ovvero la capacità di osservare ciò che accade per quello che accade, senza doverlo categorizzare, inserire all’interno di propri pregiudizi, o giudicarlo secondo propri parametri e criteri di valori;
  • la consapevolezza, ovvero la coscienza dei propri sentimenti ed emozioni;
  • la non reattività, ovvero la capacità di non rispondere in modo automatico a stimoli esterni e interni, ma, appunto fermarsi e sostare, prima ancora che reagire.

La mindfulness non è neppure una terapia di per sè stessa, ma integrata in una psicoterapia, attraverso la relazione terapeutica fondata sull’empatia e l’ascolto, la piena consapevolezza del momento presente e l’attenzione non giudicante al qui e ora dello spazio terapeutico consente al paziente un’esperienza di regolazione emotiva che favorisce il superamento dei nodi conflittuali, una connessione profonda con le proprie emozioni ed i propri bisogni autentici ed una elaborazione delle emozioni di vergogna e colpa (elementi eziologici fondanti la psicopatologia).

 

Cristina Carra è membro dell’associazione Tempomindfulness 

Diplomata al corso MBSR